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martedì 8 aprile 2014

I Recita di Poesia Italiana all'Università di Murcia


  

I  RECITA  DI  POESIA  ITALIANA 
ALL'UNIVERSITÀ DI MURCIA


Voglio ringraziare ancora tutti i partecipanti alla prima recita di poesia italiana dell'Università di Murcia. Grazie di aver condiviso con tutti noi le vostre poesie. 
Grazie di cuore!!
1. José Bote : testi poetici di Baricco
2. Vanesa Blázquez: L’infinito di Leopardi
3. Manuel Moreno: Autunno romantico e Qui regna amore di Carducci
4. Andrea Ladrón de Guevara: Abbiamo le nostre notti insonni di Alda Merini
5. Joaquín Semitiel: Imitazione di Leopardi
6. Juan Francisco Toral: Mio fiume anche tu di Ungaretti
7. Olga Miras: Se questo è un uomo di Primo Levi
8. Julia Isabel Minet:  Felicità ragiunta di Montale
9. Encarna López: Il filo invisibile di Emma Canova
10. Silvia Inglés: Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese
11. Carla Carretero: Il filo delle bugie di Roberto Pazzi e Io ti amo di Benni
12. Mario Juarez : A tutte le donne di Alda Merini
13. Ana Gloria Lizana: Ti aspetto di Alda Merini
14. Rocío Guillén: Silenzi e bui di Feola Raffaele
15. José Guardiola: In un momento di Campana
16. Elena Lucas: Alla vita di Mario Luzi
17. Juan Salvador del Cerro: Canzonetta di Pasolini
18. Paola Ramos : Pianto antico di Carducci
19. Jorge Salcedo: Quieti di Ungaretti e Specchio di Quasimodo
20. Jenifer Asensio: Supplica a mia madre di Pier Paolo Pasolini
21.  Gema Guevara: Sogni di Edoardo Sant’Elia
22. Carlos Parra: Sono una creatura e Oboe sommerso di Ungaretti
23. Cyntia Duval: Anche oggi di Alda Merini
24. Marta Jiménez: Sul Monte Mario di Carducci
25. María Guillén: Canzonetta di Pasolini
26. Antonio Pérez: Se vedi gli occhi miei di Dante Alighieri
27. Anne Guillot: Il Bove di Giosuè Carducci
28. Mª Ángeles Rodríguez: L’inverno si prolunga di Montale
29. Ana Mª Barba: La vita in prosa di Montale
30. Encarna Esteban: Gesù e la terra degli uomini di Mario Luzi
31. Irel Faustina Bermejo 



giovedì 6 marzo 2014

Baciami ancora Jovanotti




Baciami ancora è un singolo di Jovanotti,  realizzato come tema principale del film Baciami ancora di Gabriele Muccino, che è uscito il 29 gennaio 2010. La canzone ha vinto il David di Donatello 2010 come migliore canzone originale. Il brano si è piazzato al 2º posto dei brani più venduti in Italia nel 2010,  dietro solo a Waka Waka di Shakira.
Buon ascolto!!!

giovedì 13 febbraio 2014

Il congiuntivo passato



1. Il CONGIUNTIVO IMPERFETTO
 La prima persona singolare dell'indicativo imperfetto ci aiuta a costruire le forme del congiuntivo imperfetto, infatti abbiamo: bere- bevevo-- bevessi/ dire-dicevo--dicessi/ fare-facevo--facessi
Fanno eccezione i verbi: essere (fossi) dare (dessi) e stare (stessi)

cantare vedere
che io cantassi che io vedessi
che tu cantassi che tu vedessi
che lui, lei cantasse che lui, lei vedesse
che noi cantassimo che noi vedessimo
che voi cantaste che voi vedeste
che loro cantassero che loro vedessero
sentire finire
che io sentissi che io finissi
che tu sentissi che tu finissi
che lui, lei sentisse che lui, lei finisse
che noi sentissimo che noi finissimo
che voi sentiste che voi finiste
che loro sentissero che loro finissero
 Essere e Avere
essere avere
che io fossi che io avessi
che tu fossi che tu avessi
che lui, lei fosse che lui, lei avesse
che noi fossimo che noi avessimo
che voi foste che voi aveste
che loro fossero che loro avessero
La prima e la seconda persona singolare sono uguali, per farsi capire è meglio scrivere il soggetto.

Per esempio nella frase: "Marco si chiedeva perché non potessi venire", non si capisce se si intende "tu" o "io", quindi è necessario scrivere "Mario si chiedeva perché tu non potessi venire".

USO DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO
Il tempo imperfetto del congiuntivo si usa per esprimere contemporaneità rispetto al verbo principale, se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo o imperfetto, oppure se si ha un verbo che esprime desiderio o volontà al condizionale presente o passato.


Alcuni esempi:
- se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo:
• ho desiderato (ieri) che tu ieri sera venissi → contemporaneità;

- se il verbo della principale è all’indicativo imperfetto:
• desideravo (ieri) che tu ieri venissi  → contemporaneità;
- se il verbo della frase principale è al condizionale presente:
• vorrei (oggi) che tu oggi venissi → contemporaneità;

• vorrei (oggi) che tu domani venissi → poteriorità;
- se il verbo della principale è al condizionale passato:
• avrei voluto (ieri) che tu ieri venissi → contemporaneità;

• avrei voluto (ieri) che tu oggi venissi → posteriorità.


 2. Il Congiuntivo trapassato

Il congiuntivo trapassato si coniuga combinando le forme del congiuntivo imperfetto degli ausiliari essere e avere con il participio passato del verbo:

comprare vendere uscire
io avessi comprato io avessi venduto io fossi uscito-a
tu avessi comprato tu avessi venduto tu fossi uscito-a
lui-lei avesse comprato lui-lei avesse venduto lui-lei fosse uscito-a
noi avessimo comprato noi avessimo venduto noi fossimo usciti-e
voi aveste comprato voi aveste venduto voi foste usciti-e
loro avessero comprato loro avessero venduto loro fossero usciti-e

essere avere
io fossi stato-a io avessi avuto
tu fossi stato-a tu avessi avuto
lui-lei fosse stato-a lui-lei avesse avuto
noi fossimo stati-e noi avessimo avuto
voi foste stati-e voi aveste avuto
loro fossero stati-e loro avessero avuto

 USO DEL CONGIUNTIVO TRAPASSATO
Il congiuntivo trapassato di solito viene usato nelle frasi secondarie introdotte da forme verbali al passato di verbi che vogliono il congiuntivo come credere, pensare, sperare, ecc., viene usato per esprimere anteriorità rispetto al momento indicato dal verbo della principale.
Il verbo della principale può essere:
all’imperfetto: volevo (ieri) che tu fossi arrivato (prima di ieri) in tempo;
• al passato prossimo: ho creduto (ieri) che loro fossero già partiti (prima di ieri);
• al passato remoto: pensai (ieri) che lei si fosse offesa (prima di ieri);
• al trapassato prossimo: non avevo pensato (ieri) che tu avessi finito (prima di ieri);
• al condizionale passato: avrei voluto (ieri) che voi vi foste incontrati (prima di ieri) prima.
Possiamo trovare il congiuntivo trapassato anche in una subordinata retta da un verbo al condizinale presente:
• vorrei (oggi) che loro avessero letto (prima di oggi) questo libro.
Il congiuntivo trapassato si usa anche nelle subordinate introdotte da congiunzioni come:
senza che: Marco è venuto senza che nessuno lo avesse invitato;
nonostante: avevo paura dell’esame nonostante avessi studiato molto;
malgrado: malgrado tutti fossimo arrivati in orario, lo spettacolo cominciò dopo più di un’ora;
a meno che: non sarei mai venuto alla festa, a meno che tu non mi avessi invitato;
a condizione che: abbiamo fatto entrare tutti alla festa a condizione che fossero vestiti in maschera.
Anche in questi casi la frase principale ha il verbo al passato.


3. La concordanza dei tempi con il Congiuntivo

FRASE PRINCIPALE FRASE SUBORDINATA RAPPORTO TEMPORALE
preferirei che
avrei preferito che
…tu fossi stato sincero
(congiuntivo trapassato)
anteriorità
preferirei che
avrei preferito che
 …tu fossi sincero
(congiuntivo imperfetto)
contemporaneità
preferirei che
avrei preferito che
 …tu fossi sincero
(congiuntivo imperfetto)
posteriorità
Facciamo qualche altro esempio:
Vorrei che tu studiassi di più → congiuntivo imperfettocontemporaneità e posteriorità.
Vorrei che tu avessi studiato di più → congiuntivo trapassatoanteriorità.
Avrei voluto che studiassi di più congiuntivo imperfettocontemporaneità e posteriorità.
Avrei voluto che tu avessi studiato di più → congiuntivo trapassato anteriorità.

Ora vi propongo una breve lettura, un dialogo, in cui troverete parecchie concordanze sia con l’indicativo sia con il congiuntivo; ogni volta che le incontrate provate a valutare se esprimono un rapporto di anteriorità, contemporaneità o posteriorità.
Maria: Sono le otto passate e Luca non è ancora arrivato; credo proprio che si sia dimenticato della cena di stasera e che omai non venga più.
Alex: Non credo. Ho parlato con lui ieri pomeriggio e mi ha detto che lo avevi invitato e che ci saremmo visti a casa tua. Sono sicuro che ha dovuto trattenersi al lavoro più a lungo del previsto. Vedrai che sarà qui a momenti.
Maria: Ho i miei dubbi: anch’io pensavo che fosse ancora al lavoro, ma poco fa gli ho dato un colpo di telefono e un suo collega mi ha detto che era appena uscito per andare in centro. È poco probabile che lo vedremo qui stasera, perciò preferirei che ci mettessimo a tavola.
Alex: Ma no, aspettiamolo ancora un po’. Sono certo che ha avuto un contrattempo e che sta per arrivare. Hanno suonato, dev’essere lui!
Luca: Scusate, mi dispiace di essere così in ritardo, spero che abbiate già cominciato a mangiare.
Maria: No, ti abbiamo aspettato, ma dove sei stato? Perché non ci hai avvertito del tuo ritardo?
Luca: Sono stato davvero maleducato, ma ti assicuro che non è stata colpa mia: ho incontrato un mio vecchio amico che non vedevo da molti anni. Dopo che ero uscito dall’ufficio sono andato in pasticceria per comprare un dolce e, quando l’ho visto, anche se sapevo che era tardi, non ho potuto fare a meno di fermarmi e fare due chiacchere con lui. Quando poi sono risalito in macchina mi sono accorto che avevo dimenticato il dolce!
Maria: Non cambierai mai! Per questa volta ti perdono, ma ora andiamo a tavola.
  

giovedì 12 dicembre 2013

Il mio canto libero

Il grande Lucio Battisti ci regalò negli anni '70 questa suggestiva canzone Il mio canto libero
Laura Pausini e Juanes cantano ora un'originale versione. 
Quale preferite?







venerdì 15 novembre 2013

sabato 2 novembre 2013

Ognissanti

FESTA DI OGNISSANTI IN ITALIA

La festa di Ognissanti, conosciuta anche come festa di Tutti i Santi, è una ricorrenza che celebra in un unico giorno la gloria di tutti i Santi, anche quelli non canonizzati. Ognissanti è altresì una espressione cristiana utilizzata per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso anche quelli non noti.

La festa cattolica cade il 1º novembre di ogni anno, seguita dalla Commemorazione dei Defunti detta anche giorno dei morti, il 2 novembre.

Attualmente il giorno della festa di Ognissanti, è tradizione ricorrente far visita ai propri defunti, portando loro un fiore, tradizionalmente un crisantemo, a volte girando più cimiteri o camposanti, e l'occasione per tirare a lucido le tombe ed i loculi dei propri morti, o per dire una preghiera di fronte alle bare dei propri cari.

Ma il ponte dei morti, è divenuta ormai anche una festa pagana, inizia già la notte del 31 ottobre, notte di Halloween, con feste nei locali e nelle discoteche, con migliaia di ragazzi che approfittando della chiusura delle scuole, fanno l'alba partecipando alle manifestazioni della notte delle streghe.

domenica 20 ottobre 2013

Ottobre è come un pittore!!




L’autunno è arrivato
tutto quanto ha pitturato
piante, foglie, frutti e fiori.
Sulla testa ha un gran cappello
pioggia e vento nel mantello.
Tanti grappoli d’orati
che son stati vendemmiati.
                                                       Autunno pittore
                                                       con il suo pennello
fa un quadro d’autore
e il mondo è più bello.
Lavora il contadino
seminando dal mattino
il granturco già maturo
lo ripone al sicuro.
Mentre cadono le foglie
buona frutta si raccoglie
fichi, pere e noccioline
                                                      poi riaprono le scuole.


Autunno pittore
con il suo pennello
fa un quadro d’autore
e il mondo è più bello.


Ascoltate ora la bellissima canzone dei Modà:
Come un pittore!

giovedì 21 marzo 2013

Quaderno degli Esercizi NPI 1




Ecco a voi un link per lavorare i contenuti che stiamo studiando nella MINOR II 
Livello elementare (A1-A2):

lunedì 25 febbraio 2013

Sanremo 2013

Ancora un altro Sanremo!




Il sessantatreesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo  si è svolto a Sanremo nel Teatro Ariston dal 12 al 16 febbraio 2013.

 Marco Mengoni, con il brano "L'essenziale", è il vincitore della 63esima edizione del Festival.
 Invece, nella categoria Giovani ha vinto Antonio Maggio  con la canzone Mi servirebbe sapere. 

Vi lascio qui il video con il testo della canzone di Antonio Maggio.








mercoledì 28 novembre 2012

Il passato prossimo


Uso del passato prossimo indicativo

Il passato prossimo di un verbo serve per indicare un'azione che si è svolta nel passato.
PRESENTE PASSATO
Sono le ore 12 e Carlo mangia. Ieri Carlo ha mangiato alle 12.
Il passato prossimo si forma con il presente dei verbi essere o avere più il participio passato del verbo.
Esempi:
Io ho lavorato fino a mezzanotte.
Io sono andato a casa con la macchina.
Queste sono le forme regolari del participio passato:
Coniugazione verbi in -are verbi in -ere verbi in -ire
Infinito cambi-are vend-ere part-ire
Participio passato cambi-ato vend-uto part-ito
FAI ATTENZIONE: esistono anche delle forme verbali con il participio passato irregolare.


Uso dei verbi ausiliari essere e avere per formare il passato prossimo dei verbi

Hanno il passato prossimo formato con il verbo essere + participio passato le seguenti categorie di verbi:
  • i verbi che presuppongono un punto di partenza o di arrivo come:
    • partire - arrivare (giungere)
      Es.: il treno è partito dalla stazione di Roma.
      il treno è arrivato a Milano alle sei.

    • andare - venire
      Es.: domenica io e Antonio siamo andati allo stadio.
      Franca è venuta a casa molto tardi.

    • tornare
      Es.: ieri sono tornato a casa molto tardi.
    • entrare - uscire
      Es.: le ragazze sono entrate nel negozio di vestiti.
      i ragazzi sono usciti da scuola.

    • salire - scendere
      Es.: ieri sono salito al piano di sopra di questo negozio.
      ieri sono sceso al piano inferiore di questo negozio.

    • cadere
      Es.: questa notte è caduta molta pioggia.
  • alcuni verbi di stato in luogo come:
    • stare
      Es.: ieri sono stato a casa di Laura.
    • rimanere
      Es.: lei è rimasta a casa tutto il giorno.
    • restare
      Es.: loro sono restati seduti.
  • tutti verbi riflessivi
    Es.: Mi sono alzato alle 7.00
  • i verbi pronominali
    Es.: me ne sono andato presto
  • alcuni verbi intransitivi come:
    • essere
      Es.:Sei stato fortunato.
    • nascere
      Es.: Dove sei nato?
    • morire
      Es.: Il personaggio di questo film è morto in guerra.
    • succedere
      Es.: Che cosa è successo ieri?
    • costare
      Es.: Quanto è costato questo giubbotto?
    • piacere
      Es.: Ti è piaciuta la festa di Paolo?
    • riuscire
      Es.: Oggi sono riuscito a venire in macchina.
    • sembrare
      Es.: Luigi è molto preoccupato per l'esame di italiano.
    • diventare
      Es.: Carlo è diventato molto bravo in italiano.
FAI ATTENZIONE: Se c’è l’ausiliare essere il participio passato si accorda con il soggetto della frase:
Es: Mara è stata a Ravello.

Gli altri verbi hanno il passato prossimo formato da avere + participio passato.
Con l’ausiliare AVERE si coniugano:
i verbi transitivi, cioè che hanno un complemento oggetto diretto
Esempi:
ho visto un italiano
ho conosciuto altri ragazzi

alcuni verbi intransitivi che possono avere per sinonimo la forma fare + il sostantivo corrispondente al verbo sostituito ed esempio:
ho corso/ ho fatto una corsa;
ho nuotato ho fatto una (bella/ lunga/ breve)nuotata;
ho dormito/ ho fatto un (gran/ lungo/ profondo) sonno;
ho camminato/ ho fatto una camminata;
ho passeggiato/ ho fatto una passeggiata.


FAI ATTENZIONE: Quando compare l’ausiliare avere il participio passato è invariato:
Es: Ho conosciuto dei ragazzi italiani.


Alcune forme irregolari di participio passato

Ti ricordiamo le forme regolari del participio passato regolare:
-are / -ato;
-ere / -uto;
-ire / -ito
Però non tutti i verbi formano il participio passato in questo modo.
Ad esempio il verbo essere diventa stato.
Questi sono alcuni dei verbi con il participio passato irregolare più usati:
aprire
aperto
bere bevuto
chiedere chiesto
correre corso
dire detto
fare fatto
giungere giunto
leggere letto
nascere
nato
prendere preso
rispondere risposto
scegliere
scelto
scrivere scritto
spegnere spento
spendere speso
succedere successo
vedere visto
venire venuto
vincere vinto
vivere vissuto

AVVERBI AL PASSATO PROSSIMO

Spesso sono tra l’ausiliare e il verbo al passato prossimo troviamo avverbi come già, mai, ancora, più, appena, anche.
Esempi:
Ho già imparato la tarantella
Ho sempre desiderato sposare un italiano
Ho appena finito di studiare
Lui non è mai andato all’estero
Marco non ha più visto Wiebke
Non ho ancora finito di studiare

MA!
Abbiamo fatto anche una corsa = Abbiamo anche fatto una corsa
È venuta anche lei = Anche lei è venuta
La vacanza non è ancora finita = La vacanza non è finita ancora


Alcune espressioni di tempo con il passato prossimo

Con il passato prossimo ricorrono alcune espressioni di tempo come:
Ieri ho visto Tiziana
Appena mi sono svegliata
Stamattina ho conosciuto altri ragazzi italiani
Oggi pomeriggio abbiamo anche fatto una corsa
Un mese fa sono arrivata a Salerno
Una settimana fa/ Un anno fa mi sono iscritta

Ed ancora:
L’anno scorso/ La settimana scorsa/ il mese scorso
L’altro ieri/ ieri mattina/ ieri sera/ ieri pomeriggio
Stanotte
Un po’ di tempo fa/ poco tempo fa/ qualche giorno fa

lunedì 8 ottobre 2012

Gli articoli

GLI ARTICOLI IN ITALIANO


ARTICOLO DETERMINATIVO: il, lo (l'), la, i, gli, le.

 ilArticolo determinativo maschile singolare si usa
davanti ai vocaboli maschili singolari che cominciano per consonante che  non sia S impura, gn, ps, x, z. (Il bambino)
 loArticolo determinativo maschile singolare si usa davanti ai vocaboli maschili singolari che cominciano per:
 S impura, z, gn, ps, x (Lo zaino)
Diventa l' davanti ai vocaboli che cominciano per vocale.
 laArticolo determinativo femminile singolare si usa davanti a tutti vocaboli femminili singolare. (La bambina)
 iArticolo determinativo maschile plurale si usa davanti ai vocaboli maschili  plurali che cominciano per consonante che non sia S impura, gn, ps, x, z. (I bambini)
 gliArticolo determinativo maschile plurale si usa davanti ai vocaboli maschili plurali che cominciano per:
 S impura, z, gn, ps, x (Gli zaini)
 leArticolo determinativo femminile plurale si usa davanti a tutti vocaboli femminili plurali. (Le bambine)

ARTICOLO INDETERMINATIVO: un, uno, una

 unArticolo indeterminativo maschile singolare. Si usa davanti ai vocaboli maschili singolari che cominciano per consonante e vocale, che non sia S impura, gn, ps, x, z.
 unoArticolo indeterminativo maschile singolare si usa davanti ai vocaboli  maschili singolari che cominciano per:
 S impura, z, gn, ps, x
 una
(un')
Articolo indeterminativo femminile singolare. Si usa davanti a tutti vocaboli femminili singolari. (una ragazza) Se comincia per vocale diventa:  un' (un'amica)

mercoledì 28 marzo 2012

Tabucchi

ANTONIO TABUCCHI


Il 25 marzo 2012 ci ha lasciato lo scrittore italiano Antonio Tabucchi. Nato a Pisa. il 24 settembre 1943, Antonio Tabucchi viene allevato nella casa dei nonni materni a Vecchiano, un borgo nelle vicinanze della città toscana. Durante gli anni dell’università, intraprende numerosi viaggi in Europa, sulle tracce degli autori incontrati nella ricca biblioteca dello zio materno. 
Al ritorno da uno di questi viaggi a Parigi, trova su una bancarella nei pressi della Gare de Lyon, firmato con il nome di Alvaro de Campos, uno degli eteronimi del poeta portoghese Fernando Pessoa (1888-1935) il poema Tabacaria. Dalle pagine di questo libercolo ricava l'intuizione di quello che sarà per più vent'anni l’interesse principale della sua vita.Ha tradotto in italiano molte delle opere di Fernando Pessoa, ha scritto un libro di saggi e una commedia teatrale su questo grande scrittore.Nel 1973 scrive il suo primo romanzo, Piazza d'Italia (Bompiani 1975) 
Il 1994 è un anno molto importante nella vita di Antonio Tabucchi. E’ l’anno de Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (Sellerio), ma soprattutto del romanzo per il quale è diventato maggiormente conosciuto: Sostiene Pereira (Feltrinelli), vincitore del Premio Super Campiello, del Premio Scanno e dl Premio Jean Monnet per la Letteratura Europea. Il protagonista di questo romanzo diventa il simbolo della difesa della libertà d'informazione per gli oppositori politici di tutti i regimi antidemocratici. In Italia, durante la campagna elettorale, intorno a questo libro si aggrega l’opposizione contro il controverso magnate della comunicazione Silvio Berlusconi. Il regista Roberto Faenza ne trae il film omonimo (1995) in cui affida a Marcello Mastroianni la parte di Pereira e a Daniel Auteil la parte del dottor Cardoso. 
Lisbona è la città in cui viveva scrivendo per sei mesi all’anno, insieme alla moglie, che vi è nata, e ai figli: un maschio e una femmina. Passava il resto dell’anno in Toscana, e insegnava Letteratura all’Università di Siena. Tabucchi infatti, si considerava scrittore solo in un senso ontologico, perché dal punto di vista esistenziale era felice di potersi definire “professore universitario”. La Letteratura per Tabucchi non era una professione, «ma qualcosa che coinvolge i desideri, i sogni e la fantasia». (Antonio Tabucchi, un dubitatore impegnato. Intervista di Asbel Lopez).

lunedì 26 marzo 2012

Congreso Internacional de Italianistas

Qui potete vedere il video che l'Università di Murcia ha realizzato sul Convegno del 13 marzo 2012:


mercoledì 21 marzo 2012

Le regioni italiane


Vi lascio qui una bella piantina delle regioni italiane. 
Mettetevi alla prova giocando su questa
 web
(Cliccate sulla parola web)

Ciao Lucio!

Da qualche settimana, l'Italia piange il grande Lucio Dalla. 
Ci ha lasciato uno dei più grandi cantautori del panorama musicale italiano. Canzoni come Caro amico; Balla, balla, ballerino; Le rondini; Attenti al lupo; Piazza grande o Caruso, rimarranno per sempre nel cuore di tutti noi.
Grazie Lucio per le emozioni che ci hai regalato! 




martedì 21 febbraio 2012

Il periodo ipotetico

FARE IPOTESI:

Il periodo ipotetico, a seconda del grado di probabilità dei fatti indicati nella pròtasi, viene tradizionalmente suddiviso in tre tipi:

1-Periodo ipotetico della realtà 

  • Periodo ipotetico della realtà: l'ipotesi è presentata come un fatto reale o comunque probabile. Il verbo è all'indicativo sia nella pròtasi sia nell'apòdosi (in quest'ultima può essere anche all'imperativo). Il riferimento temporale può essere al passato, al presente e al futuro.
Se non partiamo subito (pròtasi), non arriveremo mai. (apòdosi)
Se passeremo di lì (pròtasi), verremo di sicuro a trovarti. (apòdosi)
Se il raccolto era buono (pròtasi), tutti i contadini facevano festa. (apòdosi)

2-Periodo ipotetico della possibilità 

  • Periodo ipotetico della possibilità: l'ipotesi è presentata come soltanto possibile, perché il fatto potrebbe o non potrebbe accadere. Il verbo è al congiuntivo imperfetto nella pròtasi, al condizionale presente o all'imperativo nell'apòdosi.
Se glielo chiedessi tu (pròtasi), forse accetterebbe. (apòdosi)
Se te lo chiedesse (pròtasi), non dirgli dov'ero sabato. (apòdosi)
"Se avessi i soldi (protàsi), ti comprerei ciò che vuoi (apòdosi)."

3-Periodo ipotetico dell'irrealtà

  • Periodo ipotetico dell'irrealtà: l'ipotesi nella pròtasi è non vera o impossibile, non può realizzarsi o avrebbe potuto ma non è mai accaduta. Se l'ipotesi irrealizzabile si riferisce al presente, il verbo è al congiuntivo imperfetto nella pròtasi, al condizionale presente nell'apòdosi; se l'ipotesi irrealizzabile si riferisce al passato, il verbo è al congiuntivo trapassato nella pròtasi e al condizionale passato nell'apòdosi.
Se fossi stato in te (pròtasi), non mi sarei comportato così. (apòdosi)
Se l'avessi saputo (pròtasi), sarei venuto immediatamente. (apòdosi)


Riassumiamo!!


1- Periodo ipotetico della realtà: SE+ presente + presente/futuro
esempio: Se vieni a casa mia, faciamo una bella cenetta.
2- Periodo ipotetico della possibilità: SE + Imperfetto congiuntivo + Condizionale semplice.
esempio: Se avessi soldi, comprerei una casa.
3- Periodo ipotetico dell'irrealtà: SE + Trapassato congiuntivo + Condizionale composto.
esempio: Se l'avessi saputo, sarei venuta

giovedì 9 febbraio 2012

Benigni

Il grande Benigni allo spettacolo di Fiorello su Rai1!


lunedì 6 febbraio 2012

Roma nevicata

Roma si è addormenta e risvegliata sotto una coltre bianca. Però, malgrado i disagi la città si mostra  ancora più bella. Guardate queste foto insolite... 


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Le immagini della nevicata nella Capitale

Video-art: lo spettacolo della neve a Roma

Roma, cartoline con la neve


sabato 28 gennaio 2012

Iris

Affinché il rientro non sia troppo duro, ecco a voi questa bella canzone di Biagio Antonacci:


Iris tra le tue poesie ho trovato qualcosa che parla di me 
Le hai scritte tutte col blu su pezzi di carta trovati qua e la
Dimmi dove, dimmi come......... e con che cosa ascoltavi la mia vita, 
quando non stavo con te.............. 
e che sapori e che umori che dolori e che profumi respiravi,
quando non stavi con me..............
Iris mi vieni da dirti......... ti amo e lo sai, non l'ho detto mai.


QUANTA VITA C'È . QUANTA VITA INSIEME A TE. TU CHE AMI E  
TU CHE NON LO RINFACCI MAI. E NON SMETTI MAI  
DI MOSTRARTI COME SEI. 
QUANTA VITAC'È  IN QUESTA VITA INSIEME A TE

Il mio nome.... dillo piano....... 
Lo vorrei sentire sussurrare adesso......che ti sono vicino 
la tua voce, mi arriva, suona come un onda che mi porta il mare,
Ma che cosa di più......
Iris ti ho detto ti amo.....e se questo ti piace rimani con me.

QUANTA VITA C'È . QUANTA VITA INSIEME A TE.
TU CHE AMI E  TU CHE NON LO RINFACCI MAI E NON
SMETTI MAI DI MOSTRARTI COME SEI. QUANTA VITA
C'È IN QUESTA VITA INSIEME A TE.

Dimmi dove, dimmi come......... e con che cosa ascoltavi la mia vita, 
quando non stavo con te.............. 
E i sapori e gli umori......che dolori e che profumi respiravi, 
quando non stavi con me............. 
Iris, ti amo davvero..e se questo ti piace rimani con me..